Cantiere

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Costruzione nuovo barchetto dei renaioli

L’associazione sta costruendo un nuovo barchetto rispettando i disegni originali dei navicelli d’Arno. Il nuovo barchetto sarà lungo circa 9m e largo 2,50 m potrà ospitare 12 passeggeri e sarà come i navicelli con bordi più alti e non bassi come per i barchetti da rena. La costruzione è in corso in un cantiere di Lucca e si prevede il varo nel mese di giugno 2014.

 

 

Documentazione dei lavori di cantiere per la manutenzione delle barche

La manutenzione dei barchetti è un’attività che occupa molte risorse dell’associazione, richiede competenze specifiche che vanno da quella del maestro d’ascia al calafato. Negli anni l’esperienza è stata raccolta dai vecchi renaioli e la manutenzione dei barchetti viene effettuata conservando le antiche tecnologie.

I lavori di manutenzione sono effettuati in riva d’Arno, per limitare gli spostamenti dei barchetti ed il tempo di permanenza fuori dall’acqua. Infatti il le tavole di quercia che formano il fasciame dei barchetti non possono rimanere fuori dell’acqua per molto tempo senza subire spaccature e deformazioni gravi; i barchetti sono come i pesci fuori dall’acqua muoiono.

Una volta posizionato il barchetto sulla riva e rovesciato, con la chiglia al cielo, si inizia il controllo delle tavole individuando quelle da sostituire.

Spostare le barche dall’acqua fino alle posizioni di lavoro richiede da 6 a 10 persone a seconda delle barche, e devono essere spostate anche due volte in un giorno. Una volta posizionato il barchetto sulla riva e rovesciato, con la chiglia al cielo, si inizia il controllo delle tavole individuando quelle da sostituire. La sostituzione avviene, dopo un complesso lavoro di smontaggio delle vecchie tavole (collegamento alle foto 1,2) e di falegnameria per la preparazione e aggiustaggio e curvatura delle nuove che infine vengono fissate ai “matili” con chiodi.

Dopo la sostituzione delle tavole si procede alla stoppatura dei “commenti” le giunzioni tra le tavole con canapa catramata

Per rendere stagno il barchetto è però necessario procedere alla “calafatura” o “conciatura” con pece e/o catrame a caldo che rende stagno il barchetto impregnando le “stoppe” e sigillando i “commenti”.

Dopo la “calafatura” si procederà alla protezione delle parti non calafatate con vernice al minio e di finitura nei colori tradizionali.

Per conoscere la denominazione delle parti costituenti un barchetto clicca su barchetti d’Arno.