Abbiamo raccolto negli anni l’esperienza e le testimonianze dei vecchi Renaioli,
per continuare a preservare i barchetti rispettando le antiche tecniche e tradizioni.

La manutenzione dei barchetti antichi è un’attività che occupa molte risorse dell’Associazione e che richiede ai Renaioli competenze specifiche, che vanno da quelle del maestro d’ascia a quelle del maestro calafato.

Fasi del restauro

Il ribaltamento

Spostare le barche dall’acqua alle postazioni di lavoro richiede dalle sei alle dieci persone, a seconda delle dimensioni del barchetto.

In una giornata di manutenzione le barche vanno spostate anche due volte al giorno.

La sostituzione delle tavole del fasciame

Posizionato il barchetto sulla riva e rovesciato con la chiglia al cielo, si inizia il controllo delle tavole e si individuano quelle da sostituire. La sostituzione avviene dopo un complesso lavoro di smontaggio delle vecchie tavole e di falegnameria.

Le nuove tavole infatti vengono preparate, sagomate a misura e curvate prima di essere fissate con dei chiodi ai “matili”, le assi portanti della barca.

La calafatura

La calafatura è una tecnica antica che si usava per impermeabilizzare lo scafo in legno di una barca, una tecnica tradizionale conservata dal mastro calafato.

Per calafatare uno scafo servono:

fibre naturali: canapa o stoppa, che servono da materiale riempitivo e isolante

pece: per impregnare le fibre e renderle impermeabili

il malabestia: lo scalpello a punta piatta che serve a spingere la stoppa tra le tavole del fasciame della barca senza tagliarla

il maglio da calafato: il grosso mazzuolo di legno del mastro calafato

Sostituite le tavole danneggiate, si procede alla stoppatura dei “comenti” cioè alla sigillatura delle giunzioni tra le tavole del fasciame, che vengono riempite di stoppa. Per rendere stagno il barchetto è necessario procedere alla “conciatura” della stoppa con pece o catrame a caldo che, impregnando la stoppa, sigilla i “comenti”.

La finitura

Finita la calafatura si procede alla protezione delle parti non impermeabilizzate con vernice al minio e quindi alla  finitura nei colori tradizionali: nero, bianco e rosso.

I lavori di manutenzione sono effettuati in riva d’Arno, per limitare gli spostamenti dei barchetti ed il tempo di permanenza fuori dall’acqua. Infatti il le tavole di quercia che formano il fasciame dei barchetti non possono rimanere fuori dell’acqua per molto tempo senza subire spaccature e deformazioni gravi; i barchetti sono come i pesci fuori dall’acqua muoiono.

Vuoi imparare a stangare anche tu?

I Renaioli si occupano di valorizzare e mantenere la tradizione.

Contattaci

0